Il santuario, alto
sopra il lago, ha una facciata liscia spartita da slanciate lesene e decorata da due
nicchioni con le statue in sasso di S. Pietro (o S. Giuseppe) e di S. Paolo. Sopra il
portale una targa in marmo nero reca liscrizione: BVM - MIRACULUM COLLEGIT -
PIETAS EREXIT - MDCCIV. Un finestrone centrale dà luce all'interno e un bel fastigio
curvilineo a vento conclude la facciata.
La chiesa, a navata unica, ha tre altari: l'altere maggiore, in marmi policromi, nel quale è conservato, sorretto da Angeli dorati di fattura recente e incoronato, il tondo in gesso con la Vergine e il Bambino già appartenuto a Bartolomeo Mezzera; e due altari laterali dedicati a S. Anna e a S. Giuseppe. L'altare dedicato a S. Anna offre all'ammirazione dei fedeli una bella copia ad olio (1873)) del dipinto dell'Albani in S. Maria presso San Celso a Milano che rappresenta S. Anna con la Madonna Bambina e S. Gioacchino.
Nel 1918 fu chiamato a decorare a fresco tutto
l'interno Luigi Morgari, pittore piemontese di buona mano, che tra il 1918 e il 1923
coprì la volta e le pareti della chiesa con luminose scene della vita della Vergine e con
scene bibliche che hanno come protagoniste le eroine prefigurazio
ni di Maria.
Sulla cupola è portata in cielo
in un tripudio d'angeli l'Assunta, alla quale un angelo offre lo stemma
.Nel 1953 lavorò nel santuario anche il pittore Giovanni Garavaglia che affrescò sulla volta del coro l'Incoronazione e l'Esaltazione della Vergine con con Angeli e Santi. Dello stesso anno sono le tre vetrate che rappresentano: la Cappella del miracolo, l'Incoronazione della Vergine e l' Addolorata. In tempi recenti alla Madre di Dio furono dedicate 7 cappelle lungo il sentiero che sale alla chiesa, la "Via Matris", decorate da mosaici raffiguranti i sette dolori di Maria, su disegno di Gaetano Banfi. Sempre all'esterno del santuario è originale il monumento al cardinal Ildefonso Schuster, che il 6 agosto 1938 incoronò il tondo sull'Altare maggiore. All'interno è infine di particolare interesse la serie di ex voto che tappezza fittamente le pareti del coro: sono umili graziosissimi segni di riconoscenza per grazie ricevute dal secolo XVII ai nostri giorni.